Antichi mestieri : chi sono

BARTOLOMEO IURATO (Scicli)
Scultore della pietra, conosciuto a Scicli come “u cicirieddu”.

NINO MANENTI (Scicli 1937-2017)
Noto a Scicli come “Ninu u lantirnaru”, iniziò a lavorare come stagnino sotto padrone all’età di 6 anni, mettendosi in proprio a 15. Nella sua bottega nel quartiere di San Bartolomeo divenuta con il passare degli anni una sorta di museo, si trovava di tutto, pentole, padelle riparate, brocche per contenere l’acqua, oliere, giare. “U lantinaru”(lo stagnino) è colui che ripara e aggiusta ogni oggetto di latta o rame.

GIOVANNI BRUGALETTA (Santa Croce Camarina, 1927- 2012)
Noto a Santa Croce Camarina come “u caliaru” Da lui si potevano acquistare la “calia” (i ceci tostati), la "simenta"(ricavata dai semi di zucca secchi) e, a seconda delle stagioni, le caldarroste e i “calacausi” (le arachidi).

GIOVANNI SCROFANI (Ragusa)
Conosciuto come “u scarparu “, è nato a Ragusa nel 1928. Di famiglia numerosa (ha avuto sette fratelli e una sorella) e con il papà Giorgio che di mestiere faceva il picconiere, ha cominciato a lavorare all’età di 6 anni come garzone del calzolaio Pasqualino Cocuzza, in corso Italia, poi con il fratello Carmelo nel laboratorio di calzolaio in corso Vittorio Veneto. Dopo aver lavorato per oltre vent’anni al mulino pastificio “Curiale e Rollo”, è tornato al suo originario mestiere che ha esercitato con passione fino all’età di 80 anni.

GIOVANNI SPADARO (Scicli 1928-2021)
Di mestiere stagnino, aveva il proprio minuscolo laboratorio artigianale a Scicli nella cava di San Bartolomeo, in una bottega situata quasi sotto terra, di fronte al più noto Ninu u lantirnaru.

GUGLIELMO PROSSIMO (Modica 1944 -2021)
Noto ai modicani come Mimmo “u lantinnaru ro strittu”.Dopo aver lavorato come apprendista nella bottega del padre Vincenzo, si trasferì, nel 1957, in via Tirella 7, in pieno centro storico. Molti gli oggetti, di uso casalingo o per i lavori agricoli, prodotti nella sua bottega: fra di essi la “cazza” (una schiumarola bislunga utilizzata per mettere la ricotta all’interno della “cavagna”) e la “caffittera” (fissata nella punta di una canna lunga per essere utilizzata nella raccolta dei fichi d’India)

GIOVANNI VIRGRADAVOLA (Vittoria 1940 – 2022)
Cantastorie e carrettiere, ha coltivato per tutta la vita la sua passione, creando nella sua città il museo del carretto e raccontando, con le sue tele, le storie orali della tradizione popolare.
L’assessorato ai Beni culturali della Regione Siciliana lo ha iscritto nel Registro delle Eredità immateriali della Sicilia, “Libro dei Tesori Umani Viventi”.

VITTORIO CAUSARANO  (Scicli)
È stato scalpellino, muratore , calzolaio , canestraio a Scicli e in altre città.

VINCENZO CICERO (Modica)
Zufolaio.

ANTONIO BARONE (Santa Croce Camarina)
Fabbro e artigiano di Santa Croce Camerina, conosciuto come Nino “u ferraru”. Le sue opere sono frutto di grande immaginazione e soprattutto di estro e bravura nel lavorare un metallo molto difficile, come l’acciaio inossidabile.

RAFFAELE GURRIERI (Comiso)
Canestraio.