La politica

I testimoni e gli interventi

Angela Failla

Angela Failla

Angela Failla ricorda la forte figura della madre che, con ingegno e in modo sorprendente, consentì al marito, tornato dalla guerra, di riaprire la bottega di fabbro. Il racconto insiste sui molti espedienti e sacrifici messi in atto dalla famiglia per procurarsi i viveri durante la guerra. E alla fine in casa “non mancava niente”.


Durante il fascismo Angela Failla era piccola italiana. Nei ricordi il sabato fascista, l’alzabandiera a scuola, le colonie a Chiaramonte, le marce e la sua divisa con la M di Mussolini.


Arrivata la Liberazione, Angela Failla ricorda il pellegrinaggio religioso di ringraziamento. Nel secondo dopoguerra il padre, ex camicia nera, torna in paese e la famiglia diventa democristiana. Nuovi pellegrinaggi al santuario di Gulfi si svolgevano anche in occasione della vittoria della DC intonando l’inno del partito, O Biancofiore simbolo d’amore.


Iano Catania

Iano Catania

Traendo spunto da Terra matta l’intervistato riflette sul significato delle scelte di voto in occasione delle elezioni e sulla necessità e capacità di adattarsi ai cambiamenti.


Rosario Nobile

Rosario Nobile

Rosario Nobile legge e commenta un brano di Terra matta sulle elezioni regionali del 1967, sottolineando il modo in cui le scelte di aggregazione politica potessero coinvolgere nuclei parentali molto estesi. Oggi lo scenario è in parte mutato, anche per la disgregazione delle famiglie e per la diminuzione dell’offerta di lavoro nel settore pubblico.


Alessandro D’Amato

Alessandro D’Amato

Quale senso civico nel comportamento di Vincenzo Rabito? Alcune riflessioni su moralità, appartenenza, antistatalismo e sul cosiddetto voto di scambio.


Rosario Mangiameli

Rosario Mangiameli

Durante il biennio rosso il giovane soldato Rabito fu inviato a Firenze. Rosario Mangiameli sottolinea come la condivisione degli ideali rivoluzionari fu per lui un’esperienza entusiasmante, come anche la scoperta delle opportunità culturali che offriva la città. Ma la rivoluzione non si fece e Rabito si adattò al nuovo contesto.


Rosario Mangiameli sottolinea come la mobilità sociale sia stata la “grande promessa” del Novecento. All’interno di questo scenario si possono interpretare le scelte di Vincenzo Rabito, sia sul versante lavorativo sia su quello privato, finalizzate al miglioramento delle sue condizioni di vita e a garantire un futuro decisamente diverso dal proprio per i figli.


Rosario Mangiameli commenta la conversione di Vincenzo Rabito da socialista a fascista e la sua capacità di adattamento al mutare dei contesti politici.


Giorgio Chessari

Giorgio Chessari

Sono analizzate le ragioni del successo del voto di scambio in contesti storici e sociali, come quelli descritti da Vincenzo Rabito, in cui la politica non favorisce processi di mobilità sociale, inducendo la ricerca di scorciatoie individuali.


Vincenzo Rabito, prima socialista e poi fascista, nel secondo dopoguerra non esita a far uso del proprio voto pur di garantire ai figli un avvenire migliore. Nel riflettere sul tema del cosiddetto voto di scambio e sulle strategie di sopravvivenza di volta in volta adottate da Rabito, Giorgio Chessari ritiene che il pregio di Terra matta sia innanzitutto quello di saper rappresentare la vita così com’è, senza il filtro delle ideologie.


Fratelli Dimartino

Fratelli Dimartino

L’evento della visita di Mussolini a Ragusa nel 1937 è ricordato da Gaudenzio attraverso episodi particolari e dettagli minuti: anche il meno stimato tra i compaesani, in quanto fascista, poteva esercitare il suo piccolo potere.


Vally Ferrante

Vally Ferrante

L’indifferenza e la distanza dal mondo della politica.


I ricordi di bambina inquadrata nel gruppo delle “piccole italiane”: gagliardetti, mantelline, sfilate per il paese.


Giuseppe Gurrieri

Giuseppe Gurrieri

L’appartenenza al partito comunista che, sembra implichi una scelta di ateismo, ebbe per conseguenza l’esclusione dalla chiesa e quindi dalla comunità. La reazione, se pure con ambiguità e contraddizioni, è la ribellione.


L’attività politica di Angelo Gurrieri: dopo aver evitato la partenza per la leva militare per sopraggiunti limiti di età, nel dopoguerra ci fu l’iniziazione alla politica. Fu un’attività a tempo pieno nella Federbraccianti prima, nelle fila del Pci poi, quindi nel sindacato pensionati.


All’epoca del Ventennio il nonno Giuseppe fu protagonista insieme ad altri di un episodio di ribellione contro il pagamento del dazio dovuto sui beni in ingresso in città, che gravava soprattutto sui contadini che si vedevano confiscati i frutti del proprio lavoro.